l’essezzeta
Probabilmente una delle prime cose che colpisce del tedesco, a parte l'utilizzo di parole dalla lunghezza spropositata per mezzo di combinazioni più o meno stupefacenti, è l'utilizzo di quella lettera strana, ß. Il suo nome ufficiale è "eszett", ovvero "esse-zeta", si pronuncia come una s sorda (quella di "rosso", per intenderci) e tanto somiglia alla lettera greca beta (β).
Ecco, nel caso abbiate pensato che essa venga dalla suddetta lettera greca, sappiate che invece non c'entra proprio niente.
The chancellor’s speech
Sono andato finalmente a vedere il pluricelebrato The King's Speech al cinema, e com'è giusto che sia, alla visione sono poi seguiti vari discorsi e considerazioni.
La parte più interessante è arrivata quando ci si è messi a parlare di come potesse essere percepito il valore "morale" di un re (primo ministro / presidente / cancelliere / ...) da parte di una nazione, e mi è stato raccontato l'episodio della genuflessione di Varsavia, che grazie alla mia celeberrima ignoranza storica mi era del tutto ignoto.
Il sonno
Mamma che sonno! Che tra lavoro e il concerto alle porte, non c'è mai il tempo di aggiornarsi un po' su cosa sta succedendo in giro!
Va bene, vediamo un po'. Allora. La Carlucci si fa scrivere una legge sulla pedofilia dal presidente dell'Unione Italiana Editoria Audiovisiva, Berlusconi infilza l'ennesima gaffe, e poi propone di evitare tutta la noiosa trafila delle votazioni parlamentare per far votare solo i capogruppo.
Sì, va bene, il solito. Tutto normale.
Mamma che sonno! Ora sì che posso andare a dormire sonni tranquilli.
Magia!
Da una parte abbiamo Povia, con il suo Luca che era gay - quindi, a meno che non abbia cambiato nome, sessualità o sia morto, ora è etero - e dall'altra, Niccolò Agliardi, che non può presentare la sua canzone, Perfetti, perché non c'è stato nessun "big" pronto ad affiancarlo al festival.
Oh, prescindibilissima la canzone di Agliardi, non dico mica. Ma scommettiamo che, come Luca è uno che da gay torna etero, così la canzone di Povia sarà anche ben più prescindibile di "Perfetti"?
(poi Povia cambia il testo all'ultimo, fa morire il povero Luca, e noi ci facciamo tutti la figura dei cretini. me lo sento.)
I pessimi pubblicitari
[edit 04/12/2008]
Ora, finché mi dite "no" alla depenalizzazione dell'omosessualità, ci fate una figura di merda sotto qualunque profilo (sociale, logico, filosofico, umano ed etico), ma vabbe', ce l'aspettiamo.
Però adesso mi dovete dire chi è il responsabile del "no" alla convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, perché questa - davvero - è stata geniale.
EDIT 04/12/2008
Non per dire, ma pur firmandola sono riusciti a cagare il cazzo anche per la ratifica della convenzione sulle bombe a grappolo.
E la Atzori colpisce ancora
Sempre adorabile la ragazza. Ora, al di là del fatto che siamo più propensi all'uso di droghe, narcisisti, abbiamo una patologia, eccetera, eccetera, e questo è un dato di fatto (sue parole, corroborate poi da un elenco esaustivo di fonti autorevoli... ah, non l'ha fatto? si sarà distratta, tutto lì, non c'è altra spiegazione), adesso aggiunge anche che non possiamo essere "normalizzati": nei paesi dove l'omosessualità viene equiparata a uno stile di vita normale (niente da fare, non c'è verso di convincerli che non abbiamo le antenne verdi) il risultato epidemiologico è stato devastante (anche qua, un lungo elenco di dotte citazioni ha reso le sue affermazioni incontrovertibili). Ah, non parliamo poi dei bisessuali: un flagello, il ponte di contagio tra gli omosessuali e gli eterosessuali. Il testo del frammento in questione qui, e a voi il video:
Ma prendiamo alcune delle affermazioni più gradevoli della nostra amica:
- "[...] nei paesi dove è avvenuta la normalizzazione dell'omosessualità, e quindi in qualche modo la depatologizzazione [...]" - ping! informazione gratuita! informiamo i gentili dottori in ascolto che l'omosessualità è stata "depatologizzata" in ogni sua forma dall'87 da parte di quei quattro stronzi dell'OMS. o*M*s. Mondiale. Listen and repeat.
- "[...] riconoscere un dato oggettivo: in quel tipo di orientamento esiste una tendenza alla promiscuità, a comportamenti autodistruttivi, narcisistici, all'abuso di droghe ecc. [...]" - e come al solito, un profluvio di riferimenti trasforma questa frase, che normalmente sarebbe l'opinione di una infettivologa su un campo decisamente estraneo ai suoi studi, in un "dato oggetivo".
- "[...] la normalizzazione non è come si pensa un modo per dire alle persone che hanno questo orientamento "ti voglio bene" [...]" - ma sticazzi, mi viene da dire. non voglio poter dire "ti voglio bene" e basta, ci manca solo che non possa neppure fare quello: voglio essere riconosciuto uguale a tutti gli altri, dalla società, dalla legge e dallo stato! ma dimenticavo: è "dato oggettivo" che...
- "[...] riconoscere che la persona con un certo orientamento ha una ferita, e quindi le voglio bene, ma riconosco la ferita e quindi non normalizzo la ferita, altrimenti quello che è tra virgolette una ferita, potremmo definire patologia, considerata come normalità è chiaro che verrà ad essere una trappola per quelli che invece vi si inoltrano pensando che sia qualcosa di normale" - e sticazzi due, la vendetta. insomma, rassegniamoci: l'OMS dice stronzate, la Atzori, infettivologa specializzata in sociologia, ha ragione, e noi finocchi che quando andiamo a comprare il pane lo facciamo senza comportamenti autodistruttivi, narcisistici e senza abusare di droghe, siamo delle mosche bianche. Sapevatelo! Su rieduchescional ciannel.
Il punto è che la cara signora Atzori i dati oggettivi non li ha dati, non li sa dare, e soprattutto non li può dare, perché il corpus scientifico nel suo complesso non afferma quello che lei sostiene. Brutta bestia l'omofobia, davvero.
Sempre a tal proposito, quindi, volentieri inoltro la seguente:
MILANO - SABATO 11 OTTOBRE 2008
ALLE ORE 11.00
PRESSO L’OSPEDALE LUIGI SACCO
In Via Giovanni Battista Grassi 74
PRESIDIO DI PROTESTA
In risposta alle inaccettabili affermazioni della dottoressa Chiara Atzori:
che dichiara:
“Nei paesi dove è avvenuta la normalizzazione dell’omosessualità i risultati sanitari sono stati devastanti”
PS: nota divertente, che potete approfondire nei dettagli sul post di razionalismo: un video con l'audio dell'intervento dell'Atzori era già stato uploadato su youtube, ma questi l'ha rimosso per contenuti inappropriati. non per violazione di copyright, eh: per contenuti inappropriati.
PPS: ah, ve lo devo pure dire che ovviamente tutto ciò è stato trasmesso su Radio Maria?
Meglio pensare al weekend
Massaiah Complex è iniziato, e per ora i Dustmen sono tenuti a bada: quale sarà il loro contrattacco? Potete scoprirlo Venerdì: venite a orario aperitivo nella Casa Disinfestata di Via Murri che ci si organizza con qualcosa da mangiare e da bere. Se vi conosco e mi state simpatici o siete semplicemente sorchi, vi aprirò la porta, altrimenti la mia ramazza rotante sarà implacabile.
Per passare di faceto in faceto, Imma Battaglia dice di essere perfettamente d'accordo con il simpatico editoriale di Merlo. Non sto neanche a commentare dato che vi ritengo abbastanza svegli per trarre le vostre conclusioni.
No, non è vero. Ma è lunedì mattina, non c'ho mica la forza di stare pure a far critica sociale, eh.
Abbandonato da Dio e dagli uomini?
Mi piace farmi del male, lo sapete. Ultimamente lo faccio leggendo quello che non ho il tempo di scoprire per conto mio da Giornalettismo. Giusto due quote:
"Ammettiamolo: fa un po’ sorridere vedere Gianni Alemanno dichiarare in questa intervista a Repubblica che i due turisti olandesi aggrediti “si sono andati ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati. La loro è stata una grave imprudenza”. Non tanto per la parola “branco“, che di solito si usa per indicare un gruppo di animali e soltanto spregiativamente delle persone, ma perché dall’aggressività delle parole traspare l’imbarazzo di chi, dopo avere in campagna elettorale fatto fuoco e fiamme su due episodi di violenza (di cui uno con contorni quantomeno sospetti), adesso gioca a fare lo scaricabarile." [*]
(per non parlare di quanto Dio debba essere di memoria corta, se si dimenticata di un posto del genere, diceva anche qualcuno). E poi:
"Intanto, il ministro dell’Interno Roberto Maroni dice di aver pronto il decreto di espulsione per i due pastori rumeni che hanno confessato lo stupro, le violenze e la rapina. Indipercui, la coppia criminale tornerà in Romania. Ma se dovesse essere riconosciuta colpevole nel processo per direttissima (difficile che non lo sia), dovrebbe a quel punto ritornare in Italia per scontare la pena. Rimandarli “al paese loro” è una scelta quantomeno discutibile: a questo punto sarà più facile (o meno difficile) per loro scampare alla pena per quanto hanno fatto - visto che si troveranno all’estero quando arriverà la sentenza - ma paradossalmente più semplice rientrare in Italia clandestinamente o sotto falso nome. Geniale, insomma: praticamente questi due, grazie all’iniziativa di Maroni, sono stati graziati prima del processo." [*]
… e figli maschi
[update del 23/08 - vedi in fondo]
Insomma, che io non l'avevo mica capito ad ascoltare distrattamente la notizia.
Sì, perché il fatto che Domenico Riso, lo steward morto nel recente incidente aviario, fosse lì con il compagno Pierrick Charilas e loro figlio, non lo dice nessuno. Fortuna che in una imbarazzante intervista, suo cugino, per non dire che stavano assieme e crescevano assieme il figlio, alla fine lo fa capire chiaramente.
Ma raccogliamo un po' di espressioni geniali trovate per descrivere il loro rapporto, che vanno a fornire un bel condimento insieme a quelle già riservate all'omicidio di Alberto Falchetti.
Il Corriere (l'unico a citare il fatto che stessero assieme, bisogna riconoscerglielo) conta:
- "il suo amico più amato"
- "Erano la sua «famiglia»". Ovviamente, virgolettato.
- "Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto «niño», bambino, e per questo è stato difficile identificarlo". Fossero stati riconosciuti come famiglia in Italia non sarebbe stato per niente difficile identificarlo. Stronzi.
- "come fossero una famiglia fra tante". Perché mica lo sono, che!
Conclude poi sottolineando il fatto che fosse sognatore e gli piaceva la lirica, perché si sa, 'sti gay, brutta gente, mica famiglie, però tanto creativi e sensibili.
Per la Repubblica nell'ultima notizia il caso è ancora più semplice: il compagno e il figlio manco vengono citati. Voglio dire, 'sto Pierrick era frocio e pure francese, mica ce ne frega un cazzo. Il bambino. Ah, già. Ma che importa. Il giorno prima, invece, troviamo i laconici:
- "il suo amico francese"
- il sindaco di Isola delle Femmine: "Faceva lo steward e per la nostra piccola comunità era motivo di orgoglio". certo, ci scommetto l'orgoglio che dimostravate ogni volta che andava in giro con il suo ragazzo e il bimbo.
Troviamo poi La Stampa, altrettanto laconica:
- "il suo amico Pierrick Charillas"
- "era un grande amico di Charillas"
E fermiamoci qua, che è meglio.
Ora, se fossi un bravo articolista, sarei andato in un crescendo per citare i giornali, vista la creatività de Il Corriere. Però preferisco il contrario. Perché forse mi fa più tristezza il volontario silenzio su dei fatti che potrebbero urtare il buonsenso che parlarne come fa il Corriere.
Bene o male, purché se ne parli...?
[update 23/08]
Fortunatamente, Repubblica recupera terreno finendo in pole position grazie all'ipocrita (e sto sul ridotto) articolo di Francesco Merlo.
Provate ora a cercare sul sito di repubblica cose tipo "incidente famiglia", "famiglia stroncata", o cose del genere. Contate il numero di volte in cui viene sottolineato l'amore di queste famiglie (eterosessuali, è ovvio, ne esistono altre?) colpite da un incidente. Continuiamo con i detti: due pesi, due misure...?
Ma qui, ora, c'è da parlarne, da urlarlo, perché siamo d'accordissimo nel dire che "la sessualità, rispetto a quell'atroce tragedia, è un dettaglio insignificante", come fa notare Merlo, ma l'amore di una famiglia, per Dio, non lo è, ed è questo che si è taciuto.
Perché, anche se a quanto pare gente con il nostro giornalista continua a non capirlo, essere omosessuali non vuol dire fartelo mettere in culo, e la sessualità è un aspetto della cosa (neanche centrale), ma vuol dire amare persone del tuo stesso sesso, e non me lo puoi comparare con la ricerca di "quanti, tra i sessantenni a bordo usavano il viagra, e quanti avevano pratiche feticiste", non te lo permetto.
Perché non ci sono "usurate battaglie" quando siamo ancora tra gli ultimi paesi nell'Unione Europea dove non veniamo riconosciuti come famiglia (e lo dice una persona che, comunque, in varie occasioni ha storto il naso al modo con cui Grillini ha trattato certe situazioni).
Perché è da persone cieche al mondo affermare che in un paese come Isola delle Femmine o nel Sud Italia in generale "c'è ormai tutto il ventaglio della sessualità praticata, e anche nelle istituzioni, proprio come a Parigi", dato che non è vero, non è vero, non è vero, e non veniamo a raccontarci frottole. O meglio, forse praticata sì, ma riconosciuta o accettata... su, dai, siamo seri...
Perché i giornali decidono "come e quanto tirare in ballo la scelte private e i pudori familiari di Domenico Riso" solo quando si parla di omosessualità, mentre se ne strasbattono sempre altamente in vari casi per tanti altri temi assai più pesanti, e poi vengono a dirci che questo significa rispetto.
Perché qua ci si è rotti veramente i coglioni di essere presi per il culo, e tentare di riderci sopra per sdrammatizzare lo stato di merda in cui viviamo.
Humani nihil a me alienum puto
La questione è piuttosto complessa e articolata, e so che provocherà casino.
Mi sentirei di far partire i ragionamenti di questo post addirittura da scenari curiosi che riguardano radiocittafujiko, ma in realtà mi dovrei riferire in maniera più propria alle accuse di fascismo di fronte alla faccenda-Bertozzo (qui e qui) per arrivare al delirio scatenato contro Lorenzo "Q" Griffi, curatore tra l'altro della campagna grafica e di comunicazione di Bologna Pride e rappresentante di CarniScelte all'interno del Comitato, di cui potete leggere su Indymedia.
Le fonti le avete, se vi va di leggere il punto di vista delle parti per ognuna delle vicende. E tutti avete le mani per scrivere due parole chiave su google: vi invito a farlo.
La XII Disposizione Transitoria della Costituzione vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. A puntello ed estensione di questa, la legge 20 del giugno 1952, la cosiddetta "legge Scelba", punisce anche chiunque faccia propaganda in tal senso. Anche su questo, vi invito a leggere e indagare.
Non è stato immediatamente ovvio che la disposizione e la legge fossero costituzionali, in quanto altresì nella nostra Costituzione, così come in tutte le costituzioni democratiche, si permette ai cittadini libere forme di pensiero ed espressione, sia individuali che associative. Questa domanda è stata posta quindi alla Corte Costituzionale, come potete leggere nel link a wikipedia, e il risultato non è stato marmoreo ma con sufficienti delucidazioni sulla sua interpretazione. Al di là della questione di costituzionalità della legge Scelba, fermiamoci sui motivi per cui questa legge dovrebbe aver senso:
- Il fascismo è un movimento i cui principi vanno contro i fondamenti [della Costituzione | della Repubblica | della democrazia] e quindi va ripudiata. Osservazione interessante, ma non funziona perfettamente. I leghisti vogliono (volevano) spezzare l'Italia, idea contraria alla Repubblica unita così come appare dalla Costituzione, tuttavia nessuno ha scritto una legge contro di loro. Il punto è proprio che nella Costituzione ci dovrebbero già essere gli articoli che difendono la struttura della Repubblica, e semplicemente, anche se la Lega avesse maggioranza assoluta, non potrebbe far nulla che violi la Costituzione (a meno di non passare per via costituzionale). Punto e basta. Per chi volesse far notare che non sempre è così, rispondo: se non è così, il problema è la debolezza degli apparati destinati alla difesa e promozione della Costituzione (il che include praticamente l'intero Stato, se si vuole), non la Lega o i fascisti, e quindi questo porta a:
- La neonata Repubblica aveva bisogno di difendersi finché giovane dai pericoli interni. Questa mi pare già una ragione più solida. Nessuno dice che certi rischi stiano veramente scomparendo con il passare del tempo, ma è il principio che conta. Il punto non è il fascismo in sé e di per sé (come anche chiarito dalla Corte Costituzionale), è il rischio che esso comporta nei confronti delle istituzioni. Di più: il reato non è qualunque forma di espressione del pensiero che tende in quella direzione (questo violerebbe platealmente l'articolo 21 della Costituzione), ma specificamente gli atti idonei alla ricostituzione del disciolto partito fascista. Non è il pensiero o l'ideologia che vengono puniti (se vivi in uno stato democratico, accetti per forza di cose che chi ti sta di fianco la pensi diversamente da te, e anche molto), ma gli atti che vanno ad attentare alla vita dello stato.
Bene, tutto questo pippone per dire cosa? Per tentare di riprendere un occhio un po' più critico e distaccato su tutte queste bagarre. Antifascismo non significa sparare a zero contro tutto quello che è stato, è e sarà fascista, in odore di fascismo, potenzialmente fascista. Neppure - ed è quello che è successo - contro chi osa parlare con dei fascisti (al di là di quanto tutto sia molto più complicato di una semplice parola: dei fascisti con cui Lorenzo ha parlato fanno parte una fetta consistente di persone che appoggiano il movimento lgbt, per dire, il che non è esattamente l'immagine di fascista che ho io, e di sicuro non è rappresentativa del disciolto partito fascista, che è ciò che queste disposizioni avversano). Insomma, il fatto di non condividere uno o più punti di vista di una realtà politica/sociale (e tra la gente che passa su questo blog, suppongo che in ben pochi condividano certe ideologie, me incluso) non significa non poterci parlare, né il fatto di non condividere nessun punto di vista (per questo, rimando ai commenti di brullonulla sul post di indymedia). I risultati potranno esserci o non esserci, ma il dialogo, come dire, non ha mai ucciso nessuno, né tanto meno ha trasformato quel che è. O per essere precisi, sì, il dialogo trasforma: in meglio. Basta avere un cervello e usarlo.
Gli Italo esistono. Non è questione di avvicinarsi al fascismo, tra l'altro: il senso della campagna era diverso ed evidente, ovvero far vedere che l'omosessualità è una categoria completamente trasversale, che include tutti, dalla lesbica incinta al fascista, per l'appunto, e en passant ironizzare sugli stereotipi della nostra realtà, rompendoli con il fattore-omosessualità.
gli Italo esistono: è così, che lo vogliamo o meno, proprio perché l'omosessualità è questa simpatica bestiola a cui non frega niente di colore, credi, razze o religioni, ed entra nella vita di chiunque.
Cosa che faremmo bene a imparare da lei.
