Cosa c’è di più triste…
... di un blog non aggiornato da un annetto?
No, dai. Davvero. Sono sicuro che vi farete venire in mente svariate cose. È sufficiente che apriate un qualunque giornale in questi giorni. Sul serio.
Insomma, era principalmente una comunicazione di servizio per avvertirvi che ho pensato bene di tornare in carreggiata da queste parti. Per farlo, ho deciso di riaprire con un servizio utile e di buon gusto: un po' di battute che ho sentito sulla faccenda dell'assalto a Berlusconi (in attesa che Spinoza stenda tutti):
- "Ottima scusa per un nuovo lifting."
- "Qual è la differenza tra Berlusconi e il suo assalitore? Che il secondo verrà processato."
- "Sicuramente il presidente più bersagliato da statuette del duomo degli ultimi 150 anni".
- "Ha rischiato di morire". Ah, no, questa l'ha detta Maroni sul serio. vabbe'.
- "Perché mi vogliono tutti male?" - uffa, anche questa l'ha detta sul serio Berlusconi.
- Schifani, Fini e Bersani fanno visita al premier ricoverato. Trovano la stanza guidati da una stella.
- Berlusconi: “Sono un miracolato”. Già, potevi finire in galera.
- Fede... ok, va bene, qua salto. Troppo facile.
Ora tutto sta nel continuare a vedere il lato comico della cosa nel delirio che ne sta conseguendo.
Finché Chiesa non li separi
"I wish, with all my heart, to be buried in Father Ambrose St John's grave – and I give this as my last, my imperative will.", ovvero, a grandi linee: "Desidero con tutto il mio cuore di essere seppellito nella tomba di Padre Ambrose St John – e fornisco queste come mie ultime, imperative volontà".
Questo scriveva poco prima della sua morte nel 1890 il Cardinale John Henry Newman, amante (chissà quanto platonico) del succitato Padre Ambrose Saint John. Inutile dire che ora sta per essere rimosso dalla sua tomba e spostato. Chissà come mai. Sarà che non c'è spazio. O forse che devono farlo santo e questo cozzerebbe un po' con il fatto che è seppellito con il suo amante - ops, come sono maligno.
Ma ormai mi pare appurato che ciò che dice la Chiesa vale più di quanto uno decide sulla propria vita (o morte), cosa sto a stupirmi?
Per fortuna, c’è chi mi smentisce
Sembra che sia morto, ma a farmi tacere per consumare il minimo di energie è solo l'arsura di Agosto in un ufficio senza né aria condizionata, né ventilatore. Dubito che con la minaccia dell'inferno ora mi possano fare più molta paura.
Ma volevo raccontare un simpatico episodio avvenuto recentemente in una nota località di turismo omosessuale (eviterò nomi per non incasinare ancora di più la situazione delle vittime di questa storia), giusto per bilanciare il post precedente.
Un gestore di b&b chiama un altro gestore di b&b, chiedendogli se ha dello spazio libero per circa dodici persone. Questo ce l'ha. "Ma... non ti fai problemi politici, vero?" - "Ehm... in che senso?" - "Sono un gruppo di Azione Giovani" - "Ah, ho capito. Eh, va bene dai, se non fanno casino non ci sono problemi."
Scompaiono dunque per quieto vivere dal b&b vari giornali a tematica, sostituiti da riviste più anonime.
Arriva il gruppo di giovincelli, tutti intorno ai diciannove-vent'anni. Scalmanati come si può essere per una gita fuori porta di matricole, appoggiano le valigie e arraffano i free drink per una discoteca locale. "Sì, è xxx, la discoteca gay di qua", si premura di sottolineare il gestore. Inutile raccontare la reazione: "Ah, ma no, che schifo!" - "Dio, io in quei posti non ci vado manco morto" - "Bleah, che schifo!". Ah, il fatto che poi uno del gruppo due ore dopo constati che "be', dai, però qua c'è un certo... movimento... e... ad Agosto siete liberi?", facciamo finta che non sia rilevante.
Dopo essersi sistemato, il gruppo di Giovani va quindi verso il lungomare a passare la serata.
Ovvero dove scoppia il disastro. Il gruppo ritorna piuttosto presto, abbastanza alticcio. Dopo un venti minuti, comincia a sentirsi casino in camera loro. Cos'è, cosa non è, il gestore sale, entra nella stanza, e quello che vede è il più grosso del gruppo - un ragazzone con più di ottanta chili sulla coscienza - assai ubriaco, sdraiato a terra nel suo stesso... be', non leggete blog nella pausa pranzo, vero?
A quanto pare, però, non era proprio solo alcool quello che aveva in circolo. Prima comincia a rantolare, poi in un qualche modo si rialza, facendo sempre più casino. A questo punto, parte la chiamata all'ambulanza, ché questo non lo tiene più nessuno.
Per fortuna, all'arrivo l'ambulanza (anzi, le due ambulanze, perché questo non smetteva di vomitare), si trova in buona compagnia: ecco infatti anche due macchine della polizia e il capogruppo locale di AN con suoi compari. Perché? Semplice: non si può proprio definire il circondario di questo b&b come "tollerante", e piuttosto risulta essere sempre molto felice di cogliere ogni occasione per far nascere problemi.
Ed eccoci quindi al centro di questa bella commedia degli equivoci. Io non sono bravo a scrivere, quindi vi lascio in ordine sparso gli appunti per completare voi la storia:
- il capogruppo di AN accusa i gestori del b&b di essere dei truffatori e di non meritare dunque pagamento.
- la vicina esce con il cagnetto, dice ai poliziotti "questo b&b è abusivo", e come se nulla fosse torna in casa.
- i vicini accusano i clienti froci del b&b di fare sempre casino.
- il capogruppo di AN insulta i vicini perché danno dei froci a dei ragazzi di AN.
- i vicini fanno dietrofront, e accusano i clienti froci del b&b di fare sempre casino, NON come questi bravi ragazzi (sic).
- la polizia fa irruzione nel b&b. sì, così, senza ragione né mandato.
- i vicini accusano il b&b di fare i matrimoni gay.
- un vicino piglia il gestore per il bavero e comincia a scuoterlo. la polizia osserva un po' sbigottita.
- i vicini accusano il b&b di essere troppo manifestamente gay.
- i ragazzi di Azione Giovani su quest'ultimo argomento solidarizzano con i vicini.
- "sì, così manifesti", commenta il gestore, "che voi non vi siete accorti di essere in un b&b gay".
- i ragazzi di Azione Giovani capiscono che è meglio star zitti per evitare altre figure di merda.
- il vomitatore inarrestabile risulta figlio di un avvocato e un giudice. a volte bisogna arrendersi ai luoghi comuni.
- i ragazzi di azione giovani alla fine dicono che ha ragione il b&b.
- il capogruppo di AN rimane della sua idea.
La domanda che mi sorge a riguardo è: ma non è che putacaso tutto questo casino fa parte di una ingegnosa operazione pubblicitaria per incentivare il turismo italiano?
Oggi è una bella giornata
Quando fai un post a punti è perché non sai cosa dire. Oppure perché preferisci sottolineare il ridicolo in un modo diverso dal solito:
- Nella norma anti-omofobia c'è un errore. Sì, invece dell'articolo 13 del Trattato di Amsterdam si trattava dell'articolo 2, comma 7. L'articolo 13 parla solo della durata illimitata del trattato stesso. Non so se preferisco pensare che al Senato c'è una marea di pecoroni, oppure che la svista sia voluta. Ottimo.
- Per fortuna che Repubblica fa notare la cosa, e sia sulla versione cartacea che online notiamo la didascalia: "Fiaccolata pro-unioni civili a Bologna". Siamo felici che siano partecipi dei nostri problemi a 360 gradi, però magari potrebbero parlarne in un articolo sul tema giusto. Fantastico.
- D'altronde, dall'altra parte della Manica ci informano che noi gay siamo bambini mai cresciuti. Ah, è un etologo a spiegarcelo. Citerò lucignolo (non la trasmissione, per sua fortuna) che rende perfettamente l'idea: "ormai non sanno più da chi farci studiare... etologi, zoologi, genetisti [...] sai, ormai i biologi non sono più una grande categoria, non se li caga più nessuno se non fanno pecore clonate o altro... quindi ci ricliciamo nel fare queste cose... un pò come la Bertè che va alla Fattoria". Superrimo.
Torno a lavoro. È meglio.
Siamo la coppiaaaa più bellaaa del mondooo…
Dunque, diamo uno sguardo assieme a un paio di dichiarazioni:
02/02/2004:
Bondi che teorizza ad Arcore la «mistica del fare, la politica femminile, l'idea dell'amore contro l'ideologia dell’odio»
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/02_Febbraio/03/berlusconi.shtml
01/01/2007:
Bondi apre la gara della successione in Forza Italia: «Chi lo sostituirà dovrà quantomeno avere lo stesso tocco femminile»
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/01_Gennaio/02/bondi.shtml
Io sarò malizioso, ma secondo me, gatta ci cova...
Viabilità
Percorso che devo fare per spostarmi a piedi da Via Mario Fantin, 15 all'inizio di Via del Lazzaretto:
(le mappe sono una courtesy di Google Maps)
Avalon (アヴァロン)
Ho visto il suddetto film ieri l'altro sera. Uno di quei classici film dove tutti dicono "cazzo, questo sì che è un film figo e chiaramente pieno di contenuti!", ma nessuno tenta di dire quali siano i contenuti. Io più che esprimere i contenuti, esprimerò i dubbi, forse.
I temi principali sono due. Il primo è quella della distinzione tra realtà e virtualità, che ormai con Matrix, Existenz, etc... ci siamo già rotti di esaminare, ma tant'è. L'utilizzo del filtro seppia per tutto il film per poi arrivare ai colori nella scena finale sembrerebbe suggerire che la classe Real sia per l'appunto la realtà: lo spettatore crede che il personaggio sia stato ingannato, ed è divertente a quel punto il colpo di scena, che mostra come in realtà pure quella sia finzione, e le cose stiano esattamente come erano state dette.
Ma proprio il fatto che i colori arrivino solo a quel punto, suggerisce che la realtà lì è più vera, ricca, colorata, sfaccettata di quanto non lo sia nel desolante e ripetitivo al limite dell'automatico "mondo reale" (e questa ripetitività è più volte sottolineata, da quelle luuuuunghissime scene ripetute senza dialoghi così genuinamente polacche). Avalon sembra quindi un po' la ricerca del Santo Graal di una vita felice, e chi lo vuole trovare deve prima accettare di morire, così come fece Re Artù per raggiungere la Avalon della leggenda - qui appare il secondo tema, quello della queste a tinte epiche. Le spiegazioni delle due leggende mostrano quindi la loro funzionalità (che ti credevi, che in un film dove i dialoghi si contano sulle dite di una mano, stessero pure a blaterare a vuoto?): quella di Artù crea il parallelo con la morte cerebrale degli unreturned e l'arrivo ad Avalon, quella di Odino parla invece di una corona che fa dimenticare - nell'esatto momento in cui si parla di questo, Ash prende il casco della realtà virtuale e se lo mette in testa. Volete una metafora più chiara o vi basta così?
Insomma, l'Avalon del gioco si prospetta come quella mitica: un luogo di non ritorno, dove devi essere morto per arrivarci, ma splendido al di là di ogni immaginazione. Il compagno di Ash gli fa notare: cosa importa se questa è la realtà o meno? In realtà lui, fino a quel momento, non ci aveva neanche badato, si può dire - era vissuto lì, felice di quel che era. Nonostante tutto, però, la classe Real non è Avalon.
Ma qua cominciano ad arrivare i dubbi e i perché. Perché il suo cane scompare, e riappare all'interno della classe Real prima in una macchina, poi nel cartellone dello spettacolo teatrale? Ho letto in rete chi fa notare che il cane è l'unico essere vivente a cui Ash voglia chiaramente bene (ecco perché soffermarsi sulla lunga scena di lei che prepara da mangiare per lui) - quindi la cosa a cui lei teneva di più è in Avalon. Boh... e quindi? Inoltre, perché Avalon diventa una piéce teatrale? Il fatto che quello che cantano sia effettivamente la colonna sonora del film stesso è un autoriferimento con significato o no? E il secondo ghost da uccidere? Nessuno ne aveva parlato, e porta Ash dentro al vero Avalon. A sentire il misterioso bishop, sarebbe entrata a far parte dei creatori del gioco, delle Nove Sorelle. Una specie di Dama del Lago? Perché quindi questo secondo ghost sogghigna alla fine? E perché affidare ad Ash l'obiettivo di uccidere il suo ex-compagno? In un certo senso, lui aveva fallito nell'ottica della missione - si era accontentato di una "vita reale", non aveva voluto passare ancora più in là. Al che: e per lui, qual'era la missione, se c'era?
Mistero, e incomprensione. Giudizio finale? Ritmo troppo lento, non posso esimermi dal dirlo - mi si potrà dire che è una scelta, ma da occidentale frettoloso e nevrotico quale sono, non riesco a reggere facilmente la cosa. Fotografia veramente splendida, l'utilizzo dei colori mi è veramente piaciuto, e quell'effetto di sfocato da a tutto un'aspetto effettivamente molto "virtuale". Trama... sembra interessante, ma vorrei riuscire a capirne veramente il senso prima di dare un giudizio definitivo; non sarebbe la prima volta che si nasconde dietro al concetto di "finale aperto" un più banale "finale fatto per far pensare ma che non ha significato né è stato progettato". Già il fatto che mi abbia fatto pensare, comunque, è qualcosa di positivo. Tutto sommato: guardatevelo.
Vi lascio con una frase che non ho capito: "what do you think is the best, a game you think you can finish, but never do, or a game that seems impossible to win, but isn't?". Realtà vs Avalon? Mah...!