RedGlow in another land sempre pretenzioso, non vi preoccupate

24set/110

Listaouting: aspettativa vs. coglioni

Il ministro Roberto Calderoli, uno degli “sputtanati” da listaouting

Il ministro Roberto Calderoli, uno degli “sputtanati” da listaouting

È ormai abbastanza chiaro che la listaouting abbia avuto un'accoglienza pubblica piuttosto negativa1. Risulta tuttavia difficile dare un giudizio univoco sull'intera vicenda poiché questa include aspetti diversi che, secondo me, meritano diversa considerazione2.

Una listaouting è corretta?

No, chiaramente, in quanto si va a portare nell'ambito del pubblico un aspetto che rientra nella sfera della privacy personale. Anche se, a dirla tutta, c'è una discussione sulla relazione tra privacy e sessualità: c'è chi afferma che la propria tipologia di sessualità sia un dato strettamente inerente all'ambito della privacy, e altri che appoggiano l'opinione esattamente contraria, in quanto il problema vero non risulta la sessualità ma solo la specifica omosessualità e in quanto la questione della sessualità è stata già più volte portata al di fuori dell'ambito della privacy e messa in pubblica piazza sia da un lato delle barricate ideologiche che dall'altro. Quest'ultima posizione, inutile dirlo, risulta un po' difficile da sostenere: volenti o nolenti, la legislazione italiana parla chiaro su ciò che è un dato sensibile e sul suo trattamento, e la vita sessuale di un individuo rientra tra i dati sensibili (articolo 4, comma 1, lettera d).

In ogni caso, posto anche che la sessualità sia un dato non inerente alla sfera della privacy personale, rimane il fatto che lo sputtanamento come arma dialettica è da sempre un mezzuccio di second'ordine. Alla fine non è più elevato dell'usare le varie escort di Berlusconi come strumento per sottolinearne la inadeguatezza politica (per quanto in questo caso i due ambiti — essere omosessuali e legiferare contro i gay — siano ben più vicini): alla fine si ricorre al “gut feeling” della gente per spingerla a non fidarsi di una persona invece che ricorrere alla ragionevolezza. Liberi di aggiungere qua un lungo rant su quanto poco la ragionevolezza c'entri con la politica e le scelte di voto; io per ora mi manterrò al livello ideale delle cose.

Quindi, come minimo, ci troviamo in una situazione di “il fine giustifica i mezzi”. Ma il fine?

Una listaouting è utile?

Ovviamente intendo “utile” come “utile al movimento LGBT”. E in principio la risposta è sì, e lo è esattamente per il motivo con cui concludevo prima: si va a usare il “sentimento della pancia” delle persone. Quello dei gay, che si sentiranno a disagio a votare per un partito con degli esponenti i quali giocano su quel delicato campo della visibilità che noi tutti dobbiamo affrontare e risolvere con non pochi problemi. Quello degli omofobi, che si sentiranno altrettanto a disagio a sostenere le posizioni di una persona ora pubblicamente gay. E in genere quello di un po' tutti, visto che si va a intaccare l'immagine pubblica di persone contrarie a certi diritti sottolineandone la personale incoerenza (e per quanto l'incoerenza sia un diritto, sicuramente ha delle ripercussioni politiche, o almeno dovrebbe).

In Germania, a inizio anni '90, il regista dichiaramente omosessuale Rosa von Praunheim fece un'operazione analoga, effettuando un outing di massa nei confronti di personaggi dello spettacolo e della politica. La cosa gli ha causato ovviamente un notevole numero di querele, tanto odio, molte chiacchiere, ma anche un po' di risultati: la scena politica e dello spettacolo ne risultò piuttosto scossa, in un senso fortunatamente positivo per la causa gay sul medio-lungo termine. Una cosa analoga sarebbe oggi potuta avvenire in Italia.

Che risultati otterrà listaouting?

Purtroppo, temo pochi. L'esempio di prima non si applica nel nostro scenario poiché abbiamo un gruppo di anonimi (per quanto sia chiaro che dietro comunque c'è il nome di Aurelio Mancuso) che fa affermazioni senza prove di alcun tipo a riguardo. La validità quindi di tale affermazioni? Poco maggiore di quella delle chiacchiere che giravano riguardo alla omosessualità di Tiziano Ferro (ups!, esempio sbagliato, vero?). In ogni caso, senza un nome a sostenere il punto, ovvero una dimostrazione ad auctoritatem, e neppure uno straccio di prova provabile, è difficile che si ottenga una qualunque credibilità. Domani potrei io stesso aprire un blog su WordPress che si chiama outinglista, scrivere dieci nomi a caso, e avrei qualcosa di assolutamente comparabile.

Di fronte a tali premesse il massimo di risultato che si potrà ottenere è che si parli profusamente della vicenda e del concetto di visibilità, il che nel nostro bel paese non è tutto sommato poco, ma purtroppo la discussione sarà come al solito in gran parte interna al movimento LGBT, il quale si dividerà, spezzerà e sminuzzerà in decine di posizioni e versioni incompatibili tra di loro, e anzi lo sta già facendo, proseguendo con il processo di autofagia che lo caratterizza ormai da tempo. In tal senso, ci siamo dimostrati come al solito molto italiani: tanta aspettativa e rumore, pochi coglioni e fatti.

 

EDIT 26/09: interessante notare che, se l'operazione fosse stata svolta in ambito giornalistico, i dati rilasciati sarebbero stati giustificati dal Codice in materia di protezione dei dati personali, sezione A.1. (Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica), articolo 6, comma 1: “La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l'informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell'originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti”.

  1. Dico “pubblica” perché sono convinto che in realtà la maggior parte di noi gay ci gode segretamente nel vedere smascherati (ma sarà poi vero?) una lista di gay omofobi, i quali dovranno almeno un po' patire quello che noi abbiamo patito e, nei casi fortunati, superato.
  2. Sì, è alta la probabilità che io abbia scritto questo periodo unicamente per il piacere generato dalla masturbazione intellettuale ed estetica di un chiasmo.

No related posts.

Commenti (0) Trackback (0)

Ancora nessun commento.


Leave a comment

(required)

Ancora nessun trackback.