l’essezzeta
Probabilmente una delle prime cose che colpisce del tedesco, a parte l'utilizzo di parole dalla lunghezza spropositata per mezzo di combinazioni più o meno stupefacenti, è l'utilizzo di quella lettera strana, ß. Il suo nome ufficiale è "eszett", ovvero "esse-zeta", si pronuncia come una s sorda (quella di "rosso", per intenderci) e tanto somiglia alla lettera greca beta (β).
Ecco, nel caso abbiate pensato che essa venga dalla suddetta lettera greca, sappiate che invece non c'entra proprio niente.
Al giorno d'oggi il tedesco (comprese alcune sue incarnazioni regionali) è l'unica lingua che usa questo carattere. Da dove salta fuori?
La prenderò larga, come mio solito. Se avete mai provate a fare copia-e-incolla di testo da un PDF, vi sarebbe accorti che a volte una frase come:
Allor con li occhi vergognosi e bassi,
temendo no 'l mio dir li fosse grave,
infino al fiume del parlar mi trassi.
Viene incollata “un po'” diversa, in una roba del genere:
Allor con li occhi vergognosi e bassi,
temendo no 'l mio dir li fosse grave,
inno al
ume del parlar mi trassi.
Perché? Beh, perché l'insieme dei due caratteri “fi” forma una legatura, ovvero un gruppo di caratteri che, per motivi di leggibilità ed estetica tipografica, vengono fusi e disegnati come un unico simbolo. I programmi che producono PDF, formato pensato principalmente per la stampa e quindi molto ponderato riguardo a queste problematiche, trasformano automaticamente i due caratteri in un unico glifo. Quando questo glifo speciale viene copiato in un altro programma... be', non vorrete che i programmatori di notepad in windows 95 stessero a pensare ai problemi tipografici, vero?
Nelle lingue europee del medioevo, e fino a un paio di secoli fa, esisteva un carattere particolare, oggi non più usato, che faceva legatura con svariati altri, ovvero la s lunga1:
Ecco, l'origine della ß è quasi sicuramente la combinazione di questo carattere con la normale "s" (ſs) e/o con la "z gotica" (ſʒ), ovvero una legatura:
Se siete stati a Berlino, d'altronde, avete probabilmente avuto davanti ai vostri occhi degli esempi piuttosto lampanti dell'origine di questo carattere. Qua si può vedere la legatura ſʒ nella parola "Straße" (e addirittura un'altra legatura in Platz, scritto come Platʒ, con la z gotica al posto di quella normale):
Ma se questa faccenda dell'ß vi sembra una bizzarria tedesca, sappiate che pure noi italiani ci siamo andati vicini. Ad esempio, leggendo le note critiche all'edizione Urtext dell'Orfeo di Monteverdi (prese dal Werner Icking Music Archive):
Texts are always printed in roman typography. Following the classical custom, “U” and “V”, both capital and lower case, are often exchanged by each other. Also, the single “s” is usually written as “ſ ”, while “ss” appears as “ſs”.
Sarebbe bastato poco perché la legatura “ſs” diventasse un unico carattere, e in quel caso avrebbe quasi sicuramente mutuato la ß tedesca. Noi però siamo stati più furb... pigri, abbiamo abbandonato la ſ, e tenuto unicamente la ss. Ci pensate? "Le rose roße". Particolare, diciamo.
In ogni caso, pure nel tedesco, il suo utilizzo è quanto meno combattuto, specie perché in Germania lo sport nazionale preferito sembra essere quello di inventarsi riforme ortografiche (l'ultima nel '98) che però poi non stanno bene a molti e causano quindi estesi litigi sul fatto se sia meglio scrivere "dass" oppure "daß". E non sto parlando di Accademie della Crusca, ma di alcuni dei giornali tedeschi più letti, come il Frankfurter Allgemeine Zeitung e il Bild. Sarebbe un po' come se sull'Unità scrivessero "perché" e sul Giornale scrivessero "perkè", ecco.
Come si suol dire: i problemi della vita.
- per quelli che hanno una formazione matematica, sappiate che in realtà questo carattere sopravvive ancora oggi: il simbolo di integrale, che sta per "summa", non è altro che una s lunga... allungata! ↩
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