The chancellor’s speech
Sono andato finalmente a vedere il pluricelebrato The King's Speech al cinema, e com'è giusto che sia, alla visione sono poi seguiti vari discorsi e considerazioni.
La parte più interessante è arrivata quando ci si è messi a parlare di come potesse essere percepito il valore "morale" di un re (primo ministro / presidente / cancelliere / ...) da parte di una nazione, e mi è stato raccontato l'episodio della genuflessione di Varsavia, che grazie alla mia celeberrima ignoranza storica mi era del tutto ignoto.
Brevemente, per chi non si volesse leggere la pagina di Wikipedia o gradisse particolarmente la mia prosa fluente e sintetica: il 7 Dicembre 1970 il cancelliere tedesco di allora, Willy Brandt, si recò a Varsavia per una commemorazione ai caduti durante la resistenza al nazismo e, in un atto di spontanea commozione e pentimento, si inginocchiò di fronte al monumento. Il gesto fu decisamente atipico e molto probabilmente scevro di considerazioni tattiche e politiche, considerando che l'impatto che ebbe sull'opinione pubblica in patria si rivelò al tempo più negativo che positivo (anche se poi la storia ha dato ragione a Willy Brandt).
Ecco, allora poi capite il motivo per cui mi cadono doppiamente le braccia se leggo quello che fa Berlusconi il 25 Aprile, no?
E poi c'è la simpatica nota di colore!
A Francoforte si trova una piazza dedicata al suddetto cancelliere: la Willy-Brandt-Platz. Beh, il comune ebbe appena il tempo di mettere i cartelli nella piazza che dovette subito rimuoverli, dato che essi contenevano un errore (recitavano "Willi-Brandt-Platz").
E chi se ne è accorto?
Ovvio: un italiano.
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maggio 13th, 2011 - 09:13
Ah, ecco chi è ‘sto Willy-Brandt-Platz! :p Ma poi perché il nome è unito dai trattini? :/ Mah…
maggio 13th, 2011 - 09:17
Il giorno che io capirò il meccanismo con cui i tedeschi fondono/trattinano le parole, mi sentirò Dio.
Ma mi consola il fatto che, secondo me, manco loro in realtà lo sanno bene