E non vi dico poi le serate bear
"Venendo al punto, è bello e giusto pensare che i gay, le lesbiche, i travestiti, le trans siano persone come tutte le altre che hanno solo diversi gusti sessuali. È bello e giusto e democratico, ma è falso."
(da qui)
Oh, sarò l'unico stronzo in giro a quanto pare, ma* secondo me ha ragione.
Pacifico, non è una condanna verso gli omosessuali o altri gruppi che si riconoscono nelle medesime lotte sociali. Praticamente ognuno di noi* fa parte di uno o più (sotto)gruppi sociali, e da quelli* prendiamo modi di fare, di vestire, un sostrato culturale comune e via dicendo. *. Ci sono le eccezioni: vero. Ognuno di noi, poi, superato questo insieme di caratteristiche (che, male che vada, fanno il 50% di quello che siamo) è unico: vero. Ma non possiamo sperare che questo significhi che riempiamo in maniera uniforme tutto lo spazio delle possibilità umane, perché da umani quali siamo, abbiamo mediamente la tendenza a cercare modelli di riferimento e imitarli. Ma mica solo noi, eh: anche chi guarda Maria de Filippi, chi fa il pretenzioso e si spara 3 volte di seguito la discografia di Maderna (ehm...), o chi guarda tutte le domeniche la partita al bar.
Amen. Una volta accettato questo fatto sociologico di base (per me, che non sono un sociologo: attendo smentite), parliamo della cosa veramente importante: ovvero che agli altri non gliene deve fregare un benemerito cazzo se sono un metallaro, un finocchio o un emo. Ho gli stessi diritti e doveri di tutti. full stop. Sicuramente avere di fronte un gruppo sociale che ha una certa quantità di suoi codice interni comportamentali (e culturali in senso più ampio) ti rende più difficile non sentirli alieni, ma, amico, questi sono tutti cazzi tuoi, non problemi miei.
* (purtroppo, disgraziatamente, tristemente, con dolore nel petto. o forse no.)
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dicembre 20th, 2008 - 00:52
La questione è semplice, io parto da un assunto di base che viene prima di qualsiasi altra considerazione: non mi metto a sparare stronzate su un argomento di cui non so nulla per fare poi delle figure pessime.
Quello che citi è invece un classico esempio di chi forse pensa sia costuttivo il comportamento opposto e sbaglia in continuazione…quando dice che Vladimir è gay, quando dice che lui non si farebbe mai chiamare “gay” non sapendo nè perchè un gay si definisce tale nè, per l’appunto, la differenza fra un “gay” ed un “frocio” (eppure persino Ozpetek, ormai un prodotto di massa, certe questioni le ha sdoganate da un pezzo), senza conoscere e senza l’interesse a voler comprendere la storia politica ed i decenni di rivendicazioni e movimento di quello che lui riesce a liquidare in poche righe come un manipolo di ricchioni uniformati alla media.
Ma poi li vrrei conoscere sti fantomatici amici gay che puntualmente tutti hanno e che, guardacaso, son spuntati anche stavolta…
dicembre 20th, 2008 - 02:04
che non sia chissà che insider del mondo gay, questo è plateale. eppure, nonostante non lo sia, secondo me ha detto una banalità vera, che è quella che citavo all’inizio: siamo accomunati (dai gay ai transgender, curiosamente se si vuole) da una certa sottocultura che ci rende – sotto quest’aspetto – “separati” dagli altri. nonostante decenni di rivendicazioni – o forse proprio per quello? è questo punto che sottolineavo – e credo anche lui sottolineasse -, ma nessuno su *questo* l’ha smentito. ha scritto varie imprecisioni, come quelle che tu citi, eppure il concetto del discorso è giusto. sarà che da fuori le cose sono più sfocate, ma si ha una visione di insieme che da dentro è più difficile ottenere.
ma non credo ci sia nulla di male in questo concetto che presenta, e non c’è ragione per vederci nulla di male. se mai è uno spunto di analisi, più o meno utile.
PS: tra gli amici gay, a quanto pare, c’è Matteo B. Bianchi, che può essere ottimo o pessimo come amico gay a seconda di chi ne parla
dicembre 20th, 2008 - 03:11
Se ne facciamo un discorso culturale, ma il discorso ha la stessa valenza del dire: “I valdostani fanno parte di una sottocultura che li accumuna tra loro, e li separa dal resto degli italiani”. Il che può essere vero, ma anche no (io valdostano da certi valdostani starei alla larga). E’ come scoprire l’acqua calda, dimenticando tra l’altro l’esistenza delle “sottoculture delle sottoculture”. Il polso spezzato non può identificarci tutti.
Il problema, a mio avviso, non è questo, ma quello che giustamente scrivi nel post: agli altri non deve fregare un “benemerito cazzo”. Semplicemente. Dopodiché, il mondo è frammentato in gruppi sociali in parte alieni a loro stessi.
dicembre 22nd, 2008 - 18:14
mia mamma un po’ di tempo fa mi ha detto: “come mai trascuri così la casa?Eppure sei gay…”
dicembre 23rd, 2008 - 16:44
Ma scusa a me pare ovvio, scontato che esistano delle sottoculture per qualsiasi gruppo! Esistono in base alla provenienza geografica, esistono in base alla religione, al sesso, alla sessualità, all’identità di genere, al colore politico e via all’infinito e per ogni persona si sovrappongono. E allora? Dov’è la novità? Chi ha mai detto che non è così? Non certo i gay e le lesbiche che hanno nelle loro comunità “circoli di cultura omosessuali” come diverse associazioni più e più volte si definiscono. Ma siamo sinceri: non è certo l’esistenza di una cultura omosessuale, o almeno non come la possiamo intendere tu ed io che si ammette in quel post.
Cosa c’entra lesistenza di una sottocultura con l’affermazione degli ideali i libertà ed uguaaglianza? Ti pare che i neri, per fare un esempio banale, dal momento che hanno, almeno sulla carta, ottenuto pari diritti rispetto ai bianchi abbiano rinunciato alle loro tradizioni ed alla loro sottocultura? Perchè è il concetto che, in generale e rispetto al mondo LGBT, quel post cerca di far passare eh!
dicembre 24th, 2008 - 12:19
I tuoi recenti contatti con strampalati sociologhi (e linguisti falliti, dato che non ricordano se si scriva sociologhi o sociologi, nonche’ pigri perche’ si rifiutano di andare a controllare, nonche’ logorroici perche’ lo spiegano tutte le volte) ti stanno facendo diventare un ottimo esempio del post del cretino citato: stai prendendo la cultura della tua tribu’. In questo caso composta da un proof-reader cosplayer siciliano e un sociologo spagnolo con eccessive simpatie socialiste.
E dunque arrenditi: sei contro natura!
Beppe