Rane chiodate: attack!
Il papa dice che ha ferito il sentimento religioso di molte persone, e quindi va tolta. A me, il Papa ferisce il sentimento laico per mezzo di frattura testicolare ogniqualvolta lo sento al telegiornale, tuttavia non ho mai mandato una lettera allo Stato Pontificio per chiedere di cambiare il palinsesto religioso.
Quello televisivo, però, magari sì, dai.
Dato comunque che io credo più a Malvino che a Gesù Cristo (c'è da dire che nessuno dei due l'ho mai incontrato dal vivo, tuttavia il primo ha una produzione un po' più attuale), eccovi qua l'opera d'arte, o comunque la vogliamo chiamare. Che poi, a me, brutta non sembra. È simpatica.
E va bene, il mio gusto per le cose "simpatiche" è un po' personale, ma tentate di capirmi.
Abbandonato da Dio e dagli uomini?
Mi piace farmi del male, lo sapete. Ultimamente lo faccio leggendo quello che non ho il tempo di scoprire per conto mio da Giornalettismo. Giusto due quote:
"Ammettiamolo: fa un po’ sorridere vedere Gianni Alemanno dichiarare in questa intervista a Repubblica che i due turisti olandesi aggrediti “si sono andati ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati. La loro è stata una grave imprudenza”. Non tanto per la parola “branco“, che di solito si usa per indicare un gruppo di animali e soltanto spregiativamente delle persone, ma perché dall’aggressività delle parole traspare l’imbarazzo di chi, dopo avere in campagna elettorale fatto fuoco e fiamme su due episodi di violenza (di cui uno con contorni quantomeno sospetti), adesso gioca a fare lo scaricabarile." [*]
(per non parlare di quanto Dio debba essere di memoria corta, se si dimenticata di un posto del genere, diceva anche qualcuno). E poi:
"Intanto, il ministro dell’Interno Roberto Maroni dice di aver pronto il decreto di espulsione per i due pastori rumeni che hanno confessato lo stupro, le violenze e la rapina. Indipercui, la coppia criminale tornerà in Romania. Ma se dovesse essere riconosciuta colpevole nel processo per direttissima (difficile che non lo sia), dovrebbe a quel punto ritornare in Italia per scontare la pena. Rimandarli “al paese loro” è una scelta quantomeno discutibile: a questo punto sarà più facile (o meno difficile) per loro scampare alla pena per quanto hanno fatto - visto che si troveranno all’estero quando arriverà la sentenza - ma paradossalmente più semplice rientrare in Italia clandestinamente o sotto falso nome. Geniale, insomma: praticamente questi due, grazie all’iniziativa di Maroni, sono stati graziati prima del processo." [*]
… e figli maschi
[update del 23/08 - vedi in fondo]
Insomma, che io non l'avevo mica capito ad ascoltare distrattamente la notizia.
Sì, perché il fatto che Domenico Riso, lo steward morto nel recente incidente aviario, fosse lì con il compagno Pierrick Charilas e loro figlio, non lo dice nessuno. Fortuna che in una imbarazzante intervista, suo cugino, per non dire che stavano assieme e crescevano assieme il figlio, alla fine lo fa capire chiaramente.
Ma raccogliamo un po' di espressioni geniali trovate per descrivere il loro rapporto, che vanno a fornire un bel condimento insieme a quelle già riservate all'omicidio di Alberto Falchetti.
Il Corriere (l'unico a citare il fatto che stessero assieme, bisogna riconoscerglielo) conta:
- "il suo amico più amato"
- "Erano la sua «famiglia»". Ovviamente, virgolettato.
- "Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto «niño», bambino, e per questo è stato difficile identificarlo". Fossero stati riconosciuti come famiglia in Italia non sarebbe stato per niente difficile identificarlo. Stronzi.
- "come fossero una famiglia fra tante". Perché mica lo sono, che!
Conclude poi sottolineando il fatto che fosse sognatore e gli piaceva la lirica, perché si sa, 'sti gay, brutta gente, mica famiglie, però tanto creativi e sensibili.
Per la Repubblica nell'ultima notizia il caso è ancora più semplice: il compagno e il figlio manco vengono citati. Voglio dire, 'sto Pierrick era frocio e pure francese, mica ce ne frega un cazzo. Il bambino. Ah, già. Ma che importa. Il giorno prima, invece, troviamo i laconici:
- "il suo amico francese"
- il sindaco di Isola delle Femmine: "Faceva lo steward e per la nostra piccola comunità era motivo di orgoglio". certo, ci scommetto l'orgoglio che dimostravate ogni volta che andava in giro con il suo ragazzo e il bimbo.
Troviamo poi La Stampa, altrettanto laconica:
- "il suo amico Pierrick Charillas"
- "era un grande amico di Charillas"
E fermiamoci qua, che è meglio.
Ora, se fossi un bravo articolista, sarei andato in un crescendo per citare i giornali, vista la creatività de Il Corriere. Però preferisco il contrario. Perché forse mi fa più tristezza il volontario silenzio su dei fatti che potrebbero urtare il buonsenso che parlarne come fa il Corriere.
Bene o male, purché se ne parli...?
[update 23/08]
Fortunatamente, Repubblica recupera terreno finendo in pole position grazie all'ipocrita (e sto sul ridotto) articolo di Francesco Merlo.
Provate ora a cercare sul sito di repubblica cose tipo "incidente famiglia", "famiglia stroncata", o cose del genere. Contate il numero di volte in cui viene sottolineato l'amore di queste famiglie (eterosessuali, è ovvio, ne esistono altre?) colpite da un incidente. Continuiamo con i detti: due pesi, due misure...?
Ma qui, ora, c'è da parlarne, da urlarlo, perché siamo d'accordissimo nel dire che "la sessualità, rispetto a quell'atroce tragedia, è un dettaglio insignificante", come fa notare Merlo, ma l'amore di una famiglia, per Dio, non lo è, ed è questo che si è taciuto.
Perché, anche se a quanto pare gente con il nostro giornalista continua a non capirlo, essere omosessuali non vuol dire fartelo mettere in culo, e la sessualità è un aspetto della cosa (neanche centrale), ma vuol dire amare persone del tuo stesso sesso, e non me lo puoi comparare con la ricerca di "quanti, tra i sessantenni a bordo usavano il viagra, e quanti avevano pratiche feticiste", non te lo permetto.
Perché non ci sono "usurate battaglie" quando siamo ancora tra gli ultimi paesi nell'Unione Europea dove non veniamo riconosciuti come famiglia (e lo dice una persona che, comunque, in varie occasioni ha storto il naso al modo con cui Grillini ha trattato certe situazioni).
Perché è da persone cieche al mondo affermare che in un paese come Isola delle Femmine o nel Sud Italia in generale "c'è ormai tutto il ventaglio della sessualità praticata, e anche nelle istituzioni, proprio come a Parigi", dato che non è vero, non è vero, non è vero, e non veniamo a raccontarci frottole. O meglio, forse praticata sì, ma riconosciuta o accettata... su, dai, siamo seri...
Perché i giornali decidono "come e quanto tirare in ballo la scelte private e i pudori familiari di Domenico Riso" solo quando si parla di omosessualità, mentre se ne strasbattono sempre altamente in vari casi per tanti altri temi assai più pesanti, e poi vengono a dirci che questo significa rispetto.
Perché qua ci si è rotti veramente i coglioni di essere presi per il culo, e tentare di riderci sopra per sdrammatizzare lo stato di merda in cui viviamo.