Mamma, che ne pensi di un nomade a Bologna?
In questi giorni, insomma, sono nomade: cambio comune almeno un paio di volte al giorno, e se dormo due notti di seguito nello stesso letto, non è comunque il mio.
Tuttavia, dovevo pur dirvelo che sono stato al Pride di Torino e ho fatto (ma che strano!) tante foto. C'è addirittura gente che sta raccogliendo quelle più belle.
Ovviamente, l'unica foto di mia madre che ho, non l'ho fatta io. Che figlio degenere.
Farlocco
Faccio finta di essere simil-finto-political-impegnato. Da qualche parte scrivevo una volta: "Non ho niente da raccontare, nessun impegno sociale o direzione / sinistra o destra, radicale o moderato / impegnato intellettuale". Ero ironico, ma neppure troppo.
Be', la prima nota di finto-impegno ve la do consigliandovi di leggere un interessante post di TheZar riguardo alla imprescindibile differenza tra qualunquismo e relativismo. Un po' come quella tra polemico e arguto.
La seconda riguarda i Virginiana Miller, adorabile gruppo che scopro solo ora. Oltre alla più famosa La Verità sul Tennis (famosa? ma dove?) dell'album omonimo, consiglio la dolcissima e malinconica Dötlingen, che è poi il regalino multimediale di oggi. Nella pagina dei testi si afferma che l'ultima parte in tedesco sia "Wollt ihr den totalen Krieg?" ("Volete la Guerra totale?"), mentre in realtà... be', vi lascio leggere la risposta dei Virginiana, incarnati dalla penna virtuale di Simone, alla mia domanda sul testo reale:
il testo tedesco è tratto da un antico lied, tradotto:
dai, spingi il carro
vedi che il vento porta le nuvole sopra la terra
in effetti, a pensarci, le nuvole sopra la terra sono una metafora della guerra che si annunciava (gli chiedevo se il testo del corale non fosse in realtà la risposta alla domanda, piuttosto che la domanda stessa, NDCopiatore).. e quindi hai ragione.
ma per ogni ulteriore curiosità sui testi ti rimando al dottissimo volume 'traccia fantasma':
un professore pazzo di princeton ha sezionato le nostre canzoni sviscerandone ogni possibile rimando.
+
saluti e a presto
p. VM
simone
A questo punto, la mia curiosità mi spinge davvero tanto a cercare quel volume. Ah, e se ancora non avete capito quale sia il soggetto di Dötlingen, andate a cercarlo dopo aver ascoltato la canzone, e capirete perché tutto ciò è simil-finto-political-impegnato. Geniale, geniale.
What a Wonderful World!
(ovvero: packt like sardines in a crushd tin box)
Il primo numero ha una copertina azzurra, il secondo rosa. Però l'immagine sulla prima è quella di un uomo mascherato da orso con una pistola in mano, nella seconda una bambina tra gli alberi di cui più tardi scoprirete le inquietanti caratteristiche. In realtà "What a wonderful world!" di Inio Asano è un fumetto dai colori forti, fortissimi: c'è il nero notturno degli dei della morte, gli azzurri intensi dei cieli, il rosso del sangue e del sole, e tutto questo viene veicolato benissimo anche dal bianco e nero e dal tratto dei disegni vero e preciso pur senza essere indelicato.
Di cosa parla "What a wonderful world!"? Difficile dirlo al principio. È una raccolta di tanti episodi che si snodano tra l'entrata nell'inverno e l'uscita nella primavera di un anno come un altro, storia di tanti personaggi, ognuno con la sua breve storia, legati per i casuali incroci che avvengono sempre e per forza in un quartiere di una "città con tante discese". Ogni storia è come un piccolo programma televisivo (tant'è che i capitolo sono chiamati 'program'), con la sua sigla iniziale e conclusiva che fungono un po' da cliffhanger e risoluzione. Inizialmente sembrano una mera cifra stilistica questo paio di tavole che uniscono idealmente in un flusso unico la vita di tutti i personaggi, ma man mano che si avanza, e in particolare nel secondo volume, appare chiara l'unità tematica e narrativa (la seconda, a mio parere, ideata solo avanti nel progetto). Molti dei personaggi più significativi sono freeter (termine giapponese che indica i lavoratori part-time che ancora non hanno deciso una loro strada professionale), indecisi cronici, ribelli o già sconfitti dalla società. A questi si aggiungono la costellazione di barboni, senzatetto, disoccupati e disadattati di ogni genere e sorta. Tutto è contenuto all'interno di questo mondo di incertezze, e ogni personaggio esterno è caricaturale o improbabile (come il capo di Horita, o gli assassini dell'orso).
Ciascuno di loro ha un motivo personale per non sopportare la vita e il proprio prossimo, eppure... eppure ad ognuno, alla fine, arriva la rivelazione che, in fondo, ci troviamo in un mondo meraviglioso, e che "anche se sai che non è vero, prova a pensarlo, e ti sentirai un po' meglio". Ognuno di loro, infatti, arriva a un momento di crisi più forte degli altri, un salto nel vuoto (che più di una volta è anche fisico), ma in quel momento arriva il miracolo, l'attimo epifanico che porta loro questa realizzazione. Inio Asano non da spiegazioni, non da come né perché: è l'assurdità di potersi aggrappare ad uno degli Shinigami per non cadere a terra, oppure di essere al contrario lasciato cadere dall'altro dio della morte indietro nel tempo e nel proprio corpo per una seconda possibilità.
Ma se non viene data la chiave della felicità (e chi mai può darla?), è chiaro il motivo per cui bisogna ingegnarsi a crederci e trovarla. Perché a rimanere sempre preoccupati per l'attimo di felicità attuale che sta per fuggire, o che l'infelicità di ora possa propagarsi a mangiare l'intera vita, ci si ferma nel presente senza via di progresso e di fuga: ecco la malattia di oggi che si diffonde sempre più velocemente nel mondo, il vero morbo del secolo. Il treno del tempo corre velocissimo dietro il maestoso albero di ciliegio che perde i petali, ma non è da temere, perché ogni anno quel ciliegio avrà di nuovo i fiori, e "verremo a vederlo anche l'anno prossimo, e anche l'anno dopo, e quello dopo ancora".
Dobbiamo solo capire questo. What a wonderful world!
Il tema dei lavavetri
Apro gli occhi.
Sì, non sto sognando, ci sono delle voci oltre le tende che parlano delle differenze tra Ferrari e Porsche. Stavo già per accettare con rassegnazione la schizofrenia che sapevo prima o poi sarebbe arrivata, quando mi ricordo che dovevano passare i lavavetri in studentato. Già, che culo, un'altra delle ultime mattine di sonno fino a mezzogiorno salutata. Vabbe', smetto di lamentarmi.
Ancora un po' rincoglionito, quindi, ho pensato di utilizzare il tempo guadagnato/perso per finire di trascrivere lo spartito di Temi (2). Un po' di ritorno alla buona, vecchia tonalità classica, come sempre sotto Creative Commons con attribuzione e sharealike e bla bla bla. Abbiate divertimento (have fun).
- MP3
- Partitura (PDF)
- Sorgenti lilypond della partitura
- Documento di Finale
Legal: